AISSECO sostiene la petizione Save Hungary’s state security archives

Il sottosegretario alla Giustizia ungherese, Bence Rétvári, ha presentato nello scorso novembre una proposta di legge destinata a regolare l’attività dell’archivio (Állambiztonsági Szolgálatok Történeti Levéltára – ÁBTL) che conserva la maggior parte dei documenti prodotti dalla polizia politica ungherese fra il 1945 e il 1990. Secondo la proposta, entro un anno il parlamento ungherese dovrebbe varare una normativa che consenta alle vittime della repressione (inclusi coloro sui quali vennero illegalmente prodotti dossier informativi di natura politica) di avere accesso all’originale del proprio fascicolo. In sostanza, avrebbero diritto di portarlo a casa e disporne come meglio credono, eventualmente anche di distruggerlo, in quando – si sostiene – lo Stato democratico non ha il diritto di preservare e dare in visione carte e documenti ottenuti e prodotti in condizioni indegne di uno Stato di diritto. L’argomentazione nasconde tuttavia un rischio evidente per la ricerca storica e per il futuro stesso di un’istituzione, l’ÁBTL che, a differenza del suo omologo polacco o romeno, negli ultimi dieci anni ha lavorato nell’ombra, consentendo a migliaia di studiosi ungheresi e stranieri un accesso generoso alle carte degli ex apparati di sicurezza.
Lo scopo della petizione è dunque di attirare l’attenzione del governo ungherese sull’ingiustizia che potrebbe venire compiuta nel tentativo – di per sè lodevole – di fare i conti con il proprio passato storico.

Sintesi a cura di Stefano Bottoni

Per firmare la petizione cliccare QUI

Ulteriori informazioni sul sito Save Hngary\’s Archives

Leggi il dossier A Witness to the Past.  Salvaging Hungary’s archival heritage a cura di Christopher Adam

Author: admin

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