CfP: Seminario internazionale di ricerca SISSCO

La cultura nelle relazioni internazionali Est-Ovest:
dal secondo dopoguerra agli anni Novanta
Università di Perugia, 14-15 novembre 2019
Sapienza Università di Roma, 20-21 febbraio 2020
Università di Cagliari, 28-29 maggio 2020

Il tema di questo ciclo seminariale di ricerca è il ruolo della cultura nella storia delle relazioni internazionali fra l’Est e l’Ovest dal secondo dopoguerra agli anni Novanta del XX secolo. Il principale scopo dei seminari è indagare in che misura la cultura è stata un attore significativo a livello internazionale, tenendo conto del mutare del contesto mondiale. Nella definizione di Est e Ovest si sottintende il carattere fluido di quella delimitazione dopo la Seconda guerra mondiale, in seguito ulteriormente ridefinitasi con l’affermarsi di altri attori e processi come, fra gli altri, il “Terzo mondo” e la Global Cold War, l’integrazione europea, fino al collasso del blocco sovietico.
Le categorie di Est e Ovest così intese appartengono alla realtà storica della Guerra Fredda (1947-1989). Questa partizione temporale non deve essere, tuttavia, intesa qui rigidamente per due ordini di motivi. In primo luogo, ampliare l’analisi culturale al periodo di costruzione dei blocchi e a quello immediatamente successivo al loro disfacimento, consente di studiare elementi di continuità/discontinuità rispetto alla fase della Guerra Fredda. In secondo luogo va tenuto conto del fatto che la periodizzazione storico-politica non è sempre sovrapponibile a quella dei rapporti culturali. Per cultura si intende qui «l’ensemble des représentations collectives propres à une société, ainsi que leur expression sous forme de pratiques sociales, de modes de vie et de productions symboliques»; conseguentemente, la nozione di relazioni culturali internazionali è definita dallo storico francese come «la circulation des représentations, des pratiques, des modes de vie et des objets symboliques à travers les frontières» (R. Frank, Pour l’histoire des relations internationales, Paris 2012, p. 373).
Si tratta, quindi, di un elemento integrante dello studio delle relazioni fra i Paesi inquadrabile nel più recente filone della storia delle relazioni culturali internazionali, in cui l’approccio metodologico della storia culturale – intesa come storia sociale delle rappresentazioni – si coniuga con la storia internazionale modernamente intesa, capace di non limitarsi alla dimensione meramente diplomatica dei rapporti fra gli Stati. Alla storia dei media, dei soggetti e delle istituzioni – pubblici e privati – direttamente coinvolti in quelle pratiche di interazione e cooperazione, si affianca l’esplorazione delle modalità di circolazione dei prodotti attraverso le frontiere dei Paesi, nonché, last but not least, il problema della loro ricezione al di là di entrambi i confini, seguendo anche l’approccio metodologico dei transfer culturali.
L’affermarsi a livello mondiale dagli anni Duemila di una storia delle relazioni culturali internazionali come sottodisciplina storica a sé stante ha aperto nuovi spazi di investigazione, anticipati e stimolati dalla fortuna, anche editoriale, del volume di Stonor Saunders sulla Cultural Cold War (1999) e della più generale moltiplicazione e ramificazione dei Cold War Studies. La vivace produzione storiografica dell’ultimo ventennio sulla cosiddetta diplomazia culturale Est-Ovest e sulla Cold War Culture all’interno dei singoli Paesi ha, tuttavia, visto gli studiosi italiani solo parzialmente attivi.
Ricollegandosi direttamente a questo campo di ricerca non più così pioneristico, ma comunque ancora molto fecondo, il ciclo di seminari La cultura nelle relazioni internazionali Est-Ovest dal secondo dopoguerra agli anni Novanta – organizzato dalle Università di Cagliari, Perugia e Roma Sapienza in collaborazione con AISSECO (Associazione Italiana per lo studio dell’Europa Centrale e Orientale), il Centro interuniversitario di Storia Culturale e l’Istituto di Storia Russa
dell’Accademia Russa delle Scienze e il patrocinio della SISSCO (Società italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) – intende stimolare la comunità italiana e internazionale degli storici, così come degli specialisti di altre discipline, a presentare e discutere le proprie ricerche.
Si auspica l’invio di proposte di interventi che lavorino soprattutto – ma non esclusivamente – su ambiti di ricerca afferenti alle espressioni culturali ritenute alte ed elitarie (scambi accademici, iniziative editoriali, mostre e festival, teatro, musica classica, balletto, alta moda), a quelle maggiormente “pop” (cinema, musica leggera, televisione, sport, viaggi e turismo, cucina, abbigliamento); nonché alla varietà degli attori coinvolti nei processi di scambio e interazione: scambi ufficiali e istituzionali (diplomazia culturale, diplomazia pubblica, propaganda); relazioni informali (interessi economico-commerciali, puramente culturali, umanitari); collaborazione fra intellettuali e artisti (costruzione di reti culturali transnazionali). Nella selezione delle proposte la preferenza sarà accordata sia agli interventi focalizzati sull’analisi di un singolo studio di caso, qualora risulti emblematico di una questione più vasta, sia a quelli capaci di tracciare un quadro cronologicamente e tematico ampio del problema affrontato.
L’intrecciarsi dei diversi aspetti sopra citati (media audiovisivi e scritti, pratiche artistiche e culturali performative ed espositive, attori coinvolti, canali ufficiali/non ufficiali di scambio, ricezione dei prodotti e influenze di lungo/breve periodo) assume caratteristiche specifiche in base agli ambiti culturali presi in esame. Per questo il ciclo seminariale sarà articolato in tre momenti differenziati:
– Il primo (Perugia, 14-15 novembre 2019) dedicato principalmente ai media audiovisivi e sonori (soprattutto, ma non esclusivamente, cinema, televisione, radio e musica), che presentano un interesse specifico come strumenti di soft power con peculiarità anche tecnologiche, e che si muovono sul doppio binario della collaborazione (ufficiale e non), nonché dell’influenza informale con il passaggio – simbolico e materiale – di prodotti attraverso la Cortina di ferro (dead line per l’invio delle proposte 15 settembre 2019).
– Il secondo seminario (Roma, 20-21 febbraio 2020) si concentrerà sul ruolo dei medium scritti (letteratura, pubblicistica e altre forme di iniziative a carattere editoriale), caratterizzati da una platea più circoscritta di promotori e fruitori, ma anche da tematiche più sensibili per le élite politiche al potere e che dunque destarono maggiore attenzione e potenzialmente maggiore interesse per le stesse (dead line per l’invio delle proposte 20 dicembre 2019)
– Il terzo incontro (Cagliari, 28-29 maggio 2020) sarà maggiormente dedicato alle diverse forme di scambio fra soggetti e istituzioni provenienti da Est e Ovest nello stesso periodo – scambi accademici, di delegazioni di tipo artistico e culturale –, nonché di pratiche quali l’organizzazione di mostre, manifestazioni artistiche (teatro, balletto, musica classica) e viaggi all’estero, tramite anche la mediazione di associazioni culturali del tipo Italia-URSS, France-Roumanie, etc. Questo ultimo seminario, come gli altri, ci consentirà di verificare gli elementi di continuità e discontinuità rispetto alla fase precedente e successiva a quella della Guerra Fredda. Si traccerà, infine, un bilancio dei tre incontri, dei loro risultati e delle ulteriori prospettive di ricerca (dead line per l’invio delle proposte 15 marzo 2020)
Gli interessati dovranno inviare un abstract della proposta (max 500 parole) più una breve presentazione biobibliografica, indicando per quale seminario ci si sta candidando. Il risultato della selezione sarà comunicato entro due settimane dalla scadenza della call. È possibile candidarsi con più proposte a più seminari. Le proposte andranno inviate all’indirizzo mail eastwestcultrel@gmail.com. Le lingue di lavoro saranno l’italiano e l’inglese. I contributi dovranno circolare almeno una settimana prima dei seminari al fine di garantire una discussione fruttuosa. La
SISSCO offrirà due contributi (di 150 euro ciascuno) a parziale rimborso delle spese di viaggio e e alloggio per giovani partecipanti non strutturati. L’organizzazione fornirà a tutti i partecipanti un supporto di tipo logistico-organizzativo.
Coordinatori: Emanuela Costantini (Università di Perugia), Olga Dubrovina (ricercatrice indipendente), Stefano Pisu (Università di Cagliari)
Comitato promotore: Emanuela Costantini (Università di Perugia), Olga Dubrovina (ricercatrice indipendente), Stefano Pisu (Università di Cagliari), Maurizio Zinni (Sapienza Università di Roma)
Comitato Scientifico: Alberto Basciani (Università di Roma Tre), Fabio Bettanin (Università Orientale, Napoli), Emanuela Costantini (Università di Perugia), Mario Del Pero (SciencesPo, Parigi), Olga Dubrovina (ricercatrice indipendente), Luca Lecis (Università di Cagliari), Lorenzo Medici (Università di Perugia), Luca Micheletta (Sapienza Università di Roma), Stefano Pisu (Università di Cagliari), Federico Romero (Istituto Universitario Europeo, Firenze), Maurizio Zinni (Sapienza Università di Roma)
International Research Seminar Series SISSCO – call for papers
Culture and East-West International relations:
From the aftermath of WWII to the 1990s
University of Perugia, 14-15 November 2019
Sapienza University of Rome, 20-21 February 2020
University of Cagliari, 28-29 May 2020
The topic of this workshop series is the role of culture in the history of East-West relations from the aftermath of the Second World War to the 1990s. Its main aim is to investigate to what extent culture has been a relevant actor in the international arena, in the broader context of the changed world after 1945. The unstable nature of the geopolitical definitions of “East” and “West”, as well as that of the “bipolar order”, is implicit here. Those concepts were further redefined by the emergence of other players and processes such as the Third World and the Global Cold War, the European Integration Process, and eventually the crisis and demise of the Soviet bloc.
Geopolitical categories of East and West belong to the history of the Cold War (1947-1989). Yet, this division into periods should not be assumed rigidly here for two key reasons. Firstly, broadening the analysis to the shaping of the blocs’ years and to the period following their demise, may allow for the study of cultural continuity and discontinuity in comparison to Cold War era. Secondly, the fact that chronologies of political history and the history of cultural relations are not necessarily overlapping, should be taken into account. “Culture” is defined here as «l’ensemble des représentations collectives propres à une société, ainsi que leur expression sous forme de pratiques sociales, de modes de vie et de productions symboliques»; subsequently, the concept of international cultural relations is understood as «la circulation des représentations, des pratiques, des modes de vie et des objets symboliques à travers les frontières» (R. Frank, Pour l’histoire des relations internationales, Paris 2012, p. 373).
So, one can frame the focus of these workshops on the recent trend of the history of international cultural relations, where the methodological approach of cultural history (i.e. the social history of representations) meets the international history interpreted in a modern way, i.e. not only focused on traditional diplomatic issues. The history of media, individuals and institutions – public and private – directly involved in those interactive and cooperative practices, is accompanied by the exploration of how the circulation of cultural objects, representations and practices has taken place across the borders of the respective countries. Last but not least, the issue of the reception beyond both borders, following the methodological approach of cultural transfers, deserves to be explored.
The emergence of a history of international cultural relations as a historical separate subdiscipline since the 2000s, has opened new avenues for investigation, anticipated and stimulated by the success, even commercial, of Stonor Saunders’ work on the Cultural Cold War (1999) and the most general multiplication and branching of Cold War Studies. The lively historiographical production of the last twenty years on the so-called East-West cultural diplomacy and on Cold War Culture within individual countries, however, has only partially involved Italian scholars.
Reconnecting directly to this field of research – no longer pioneering, but still considerably fruitful – the seminar series Culture and East-West International relations: from the aftermath of WWII to the 1990s – organised by the Universities of Cagliari, Perugia and Roma Sapienza in collaboration with AISSECO (Italian Association for the Study of Central and Eastern Europe), the Interuniversity Center for Cultural History and the Russian History Institute of the Russian Academy of Sciences and the patronage of SISSCO (Italian Society for the Study of Contemporary History) – intends to stimulate the Italian and international community of historians, as well as specialists from other disciplines, to present and discuss their research.
Proposals are welcomed across a range of topics including, but not limited to:
– cultural expressions considered high and elitist (academic exchanges, publishing initiatives, exhibitions and festivals, theater, classical music, ballet, high fashion)
– more “popular” culture (cinema, light music, television, sport, travel and tourism, cooking, clothing)
Furthermore, submissions focused on the variety of actors involved in the processes of exchange and interaction will also be welcomed:
– official and institutional initiatives (cultural diplomacy, public diplomacy, propaganda);
– unofficial relationships (economic-commercial, purely cultural, humanitarian interests);
Finally, proposals on the collaboration between intellectuals and artists (construction of transnational cultural networks) will be taken into account.
The selection process will apply preference both to proposals focused on a single case study, if that is emblematic of a broader issue, and to those able to trace, albeit briefly, a chronologically broad picture of the subject addressed.
The intertwining of the various aspects mentioned above (audiovisual, sound and written media, performing and exhibition artistic and cultural practices, actors involved, official / unofficial exchange channels, object reception and long / short term influences) takes on specific characteristics based on the cultural areas examined. For this reason, the seminar series will be divided into three different workshops:
– The first (Perugia, 14-15 November 2019) will be devoted mainly to audiovisual and sound media (especially, but not exclusively, cinema, television, radio and music) which present a specific interest as soft power tools also with technological peculiarities; the double line of collaboration (official and not), as well as informal influence with the crossing – symbolic and material – of goods through the Iron Curtain will be considered (deadline for sending proposals 15 September 2019).
– The second seminar (Rome, 20-21 February 2020) will focus on the role of written media (literature, publications and other forms of editorial initiatives), characterised by a more limited audience of promoters and users, but also by issues more sensitive to the political elite in power, so that they were able to generate greater attention to them (deadline for sending proposals 20 December, 2019)
– The third workshop (Cagliari, 28-29 May 2020) will be more dedicated to the different forms of exchange between subjects and institutions coming from the East and the West in the same period – academic exchanges, exchange of artistic and cultural delegations – as well as practices such as the organisation of exhibitions, art performances (theatre, ballet, classic music) and international travel, also through the mediation of cultural associations such as Italy-USSR, France-Roumanie, etc. This last seminar, like the others, will allow us to verify the elements of continuity and discontinuity with respect to the phase before and after the Cold War. Finally, a balance will be drawn of the three meetings, their results and further research perspectives (deadline for sending proposals 15 March 2020)
Candidates should send an abstract (max 500 words) and a short biographical presentation with a list of main publications, indicating which seminar they are applying for. Candidates may apply for
more than one seminar. Proposals should be sent to the email address eastwestcultrel@gmail.com. Candidates will be informed about the selection result by two weeks after the call deadline. Working languages are Italian and English. Papers should be circulated one week prior the event in order to ensure a fruitful discussion. SISSCO will release two small grants (150 euros each) to partially cover travel and accommodation costs for young and temporary research staff participating in the seminars. The organizers will provide all participants with logistical-organisational support.
Coordinators: Emanuela Costantini (University of Perugia), Olga Dubrovina (Independent researcher), Stefano Pisu (University of Cagliari)
Organizational Committee: Emanuela Costantini (University of Perugia), Olga Dubrovina (Independent Researcher), Stefano Pisu (University of Cagliari), Maurizio Zinni (Sapienza University of Rome)
Scientific Committee: Alberto Basciani (University of Roma Tre), Fabio Bettanin (Eastern University, Naples), Emanuela Costantini (University of Perugia), Mario Del Pero (SciencesPo, Paris), Olga Dubrovina (Independent researcher), Luca Lecis (University of Cagliari), Lorenzo Medici (University of Perugia), Luca Micheletta (Sapienza University of Rome), Stefano Pisu (University of Cagliari), Federico Romero (European University Institute, Florence), Maurizio Zinni (Sapienza University of Rome)

Author: Max

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