COMUNISTI PER CASO

comunisti per casoFrancesco Zavatti

COMUNISTI PER CASO
REGIME E CONSENSO IN ROMANIA DURANTE E DOPO LA GUERRA FREDDA

Alla fine della seconda guerra mondiale, Stalin riuscì a forgiare i regimi comunisti dell’Europa orientale ad immagine e somiglianza dell’Unione Sovietica. Dopo dieci anni di duro stalinismo sovietico, con i cambiamenti introdotti dal XX Congresso del PCUS, le dirigenze di questi partiti comunisti rischiavano di essere rovesciate dalle altre fazioni interne. In Romania, dal 1956, il segretario generale Gheorghe Gheorghiu-Dej convertì il regime in un sistema guidato da romeni, mantenendo la sua struttura stalinista. La ricetta romena per prevenire il cambiamento prevedeva il recupero degli intellettuali e dell’élite nazionale precedentemente ostracizzata. Pur definendosi comunista, il regime usò sempre più il nazionalismo per la creazione del consenso interno in funzione anti-sovietica. nicolae Ceauşescu, giunto al potere nel 1965, continuò e portò all’esasperazione questa strategia, ampliando a dismisura la macchina della propaganda, che inondava incessantemente la vita quotidiana dei romeni. In particolare, fu il discorso sulla storia nazionale ad essere strumentalizzato, falsificato, piegato a mere esigenze politiche, e declinato in ogni tipo di prodotto culturale, tanto nei testi universitari quanto nella letteratura e nelle arti. Questo libro racconta la storia di come la cultura romena fu asservita al mantenimento di un regime politico per oltre quarant’anni e delle conseguenze di questa regimentazione forzata dopo l’abbattimento del muro di Berlino.

Francesco Zavatti (1982) è dottorando in storia, affiliato al Centre for Baltic and East European Studies e alla Scuola di Studi Storici e Contemporanei (Institutionen för historia och samtidsstudier) presso la Södertörn University, Svezia. Laureatosi magna cum laude alla specialistica di Analisi dei Conflitti, delle Ideologie e della Politica nel Mondo Contemporaneo presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si occupa delle relazioni tra storiografia, ideologie e potere politico nell’Europa Orientale. Già collaboratore dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Modena (2008-2010), ha pubblicato una monografia, Mutilati e Invalidi di Guerra. Una Storia Politica (2011), nonché svariati saggi, recensioni e articoli sulla storia contemporanea. Vive a Stoccolma.

 Mimesis edizioni

 

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