La confessione di Nikolaj Stavrogin

venerdì 28 gennaio 2011 ore 21.00
Teatro “Garzoni” – Tricesimo (UD)

La confessione di Nikolaj Stavrogin. Studio sul capitolo IX “Da Tikhon” parte seconda de “I Demoni” di Fëdor Dostoevskij
regia di Paolo Antonio Simioni
con Paolo Antonio Simioni e Székely B. Miklós
consulenza artistica di Lena Lessing e di Leo Kopacin Gementi
immagini di Bartis Milán

ingresso libero

Eu-Act è un gruppo di lavoro internazionale fondato sul metodo stanislavskij-strasberg da un nucleo di attori e acting coach provenienti dalla scuola di Susan Batson, una delle più note coach americane, membro a vita dell’Actors Studio.
Lo spettacolo “Stavrogin” si inserisce in un più ampio progetto di scambi internazionali, di formazione e realizzazione di allestimenti, teso a creare legami sempre più stretti tra artisti residenti nelle più importanti capitali europee formati sul solco della stessa tradizione metodologica e uniti da una comune sensibilità rispetto all’interpretazione e al senso del lavoro dell’attore. Obiettivo finale, naturalmente, la creazione di una stabile compagnia internazionale e multilinguistica.
Gli spettacoli saranno prevalentemente interpretati in due o tre lingue con i sottotitoli.
Lo spettacolo “La confessione di Nikolaj Stavrogin” vede impegnati due dei fondatori del progetto: Paolo Antonio Simioni e Lena Lessing in collaborazione con il noto attore teatrale e cinematografico ungherese Székely B. Miklós.
Un primo importante passo dunque verso la creazione di una compagnia capace di muoversi tra l’Italia, l’Ungheria e la Germania.

Il dialogo, tratto dal capitolo “Da Tikhon” de “I Demoni” di Dostoevskij, è un’altissima sintesi dei contenuti principali della concezione dell’autore russo, indagando il rapporto tra l’uomo e il male, l’irrompere del nichilismo come un’ondata capace di distruggere qualsiasi argomento teologico, il compiacimento del vizio, della perversione, fino all’esplosione della rabbia e dell’autodistruzione. Visione profetica della tragica storia dell’uomo del novecento. Un intenso confronto tra due personaggi monumentali di spaventosa doppiezza. L’uomo Stavrogin confessa il più orribile dei delitti: ha pervertito una bambina; ma il demone di Stavrogin è lì per mettere in crisi la fede del monaco e per dimostrargli che non c’è spazio per la grazia in un carattere il cui destino è inevitabilmente proiettato verso un nuovo crimine persino più grave.

paolo antonio simioni

Specialista del metodo Stanislavskij-Strasberg, si dedica da subito alla formazione di giovani attori in varie città italiane, fino a giungere a Roma, dove si stabilisce, approdando come acting coach agli studios di Cinecittà.
Sta attualmente presentando il suo sistema di lavoro in varie città europee tra cui Budapest e Berlino. Dal 1997 ad oggi ha lavorato con artisti del calibro di Gabriele Vacis, Giuseppe Bevilacqua e Lena Lessing (coach sull’ultimo set di Quentin Tarantino). Come attore ha recitato al fianco di Luciano Virgilio, Sergio Castellitto e Terence Hill. Come regista ha diretto attori del calibro di Omero Antonutti, Susanna Costaglione e Werner di Donato, fino a partecipare, grazie alla stretta collaborazione con Marco Maria Tosolini, a rassegne di rilievo internazionale quali il “Festival dei due Mondi” di Spoleto e il Mittelfest.

székely b. miklós

Attore teatrale e cinematografico ungherese. Ha lavorato con i massimi rappresentanti del cinema magiaro quali István Szabó, Miklós Jancsó, Béla Tarr. Nel 2010 ha recitato in The Frankenstein Projekt di Kornél Mundruczó, in concorso al Festival di Cannes.

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