LE STRADE DI BAKU RACCONTANO L’AZERBAIGIAN

La Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con il Centro studi sull’Azerbaigian, organizza a Trento, mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 17,30, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito “Le strade di Baku raccontano l’Azerbaigian”.
L’ambasciatore dell’Azerbaigian Mammad Ahmadzada e Fernando Orlandi discutono di “Un tassista a Baku. Le storie di Kamala” (Aracne editore) con l’autrice Barbara Cassani.

Ancora oggi il livello medio delle conoscenze su alcuni degli stati successori dell’Unione Sovietica è decisamente inadeguato. Quando da quel paese, all’improvviso, nel 1992, sorsero 15 nuovi stati, molti non conoscevano i loro nomi né sapevano bene come ritrovarli su una carta geografica. Era questo anche il caso dell’Azerbaigian, esotico paese del Caucaso sul mar Caspio, e della sua capitale, Baku.
Negli ultimi anni sono aumentate le nostre conoscenze dell’Azerbaigian, grazie anche agli eventi sportivi – e proprio in questi giorni i notiziari televisivi e la stampa sportiva iniziano a dirci che domenica 28 aprile si correrà il Gran premio di Formula 1, in una Baku trasformata dal circuito automobilistico urbano.
In realtà i notiziari normalmente dicono poche cose di quel paese con il quale l’Italia ha firmato un accordo di partenariato strategico e ha un importante interscambio commerciale: è infatti in corso di realizzazione un imponente gasdotto che porterà il gas dell’Azerbaigian fino in Puglia.
La narrativa ci viene incontro, ed è sicuramente questo il caso dell’esordio letterario di Barbara Cassani che con il suo “Un tassista a Baku. Le storie di Kamala” (Aracne editore, pp. 174, €10,00) ci porta, con delicatezza e leggerezza, nell’intreccio delle vite dei suoi protagonisti. Elnur, Layla, Ali e Kamala, che si muovono tra Baku e Roma, ci fanno conoscere non solo Baku e l’odierna realtà di quel paese, ma anche la sua dolorosa storia recente.
Nel narrare le vite dei suoi protagonisti, Barbara Cassani ci introduce ai vorticosi cambiamenti del paesaggio urbano di Baku, a partire dai grandi progetti architettonici che hanno trasformato il volto della capitale (primo tra tutti il sinuoso Heydar Aliyev Center realizzato dall’architetto britannico-iracheno Zaha Hadid), così come agli usi e costumi tradizionali e ai tratti della storia nazionale.
Nel libro c’è molto di tutto questo, dalla festività del Novruz bayrami, che celebra l’arrivo dell’anno nuovo e della primavera, dal riso pilaf ai pakhlava, dal tradizionale rito del tè al pane lavash cotto nel forno tendir… Ma tutto questo è raccontato con leggerezza, per costruire lo sfondo, la cornice in cui si muovono i protagonisti della sua storia. Elnur, che guida uno dei mille taxi viola di stile britannico che guizzano nel caotico traffico della capitale, e la sorella Layla, annichilita, soffocata dal dolore della perdita del marito, e i figli Ali, talentuoso amante della musica, e Kamala con il suo rigore e amore per lo studio, ognuno dei quali cercherà la strada della sua realizzazione e della propria felicità.
L’Azerbaigian è un paese musulmano e multiconfessionale ma laico, dove le donne ottennero il diritto di voto già nel 1918, all’epoca della prima indipendenza, quella dall’Impero zarista nella disgregazione che fece seguito alla Prima guerra mondiale e al colpo di mano dei bolscevichi. L’indipendenza durò meno di tre anni e il paese si ritrovò in un nuovo impero, non più zarista ma sovietico.
La tragedia, sullo sfondo delle vite dei personaggi di Barbara Cassani, è la tragedia che vive tutt’oggi il paese, la tragedia del Nagorno-Karabakh, che esplose nel 1988, nell’Unione Sovietica di Mikhail Gorbachev. Per Leyla, il 1991 e il 1993 non sono solo gli anni in cui sono nati i suoi figli, essi rappresentano gli anni dell’indipendenza e del dolore per la perdita del marito e alcuni dei suoi cari.
Nella narrazione, il conflitto del Nagorno-Karabakh si presenta anche nella speranza che si possa ancora fare qualcosa, per “poter tornare a casa”. La stessa speranza di “tornare a casa” che troviamo ricorrente nei brevi racconti delle storie di sette donne che leggiamo nell’appendice. Come ha scritto il quotidiano “Il Messaggero”, quello di Barbara Cassani “non è un libro di rivendicazioni o di ragioni mancate”. Tutt’altro, “è un libro di riconciliazione pervaso da uno spirito luminoso”.
Di “Un tassista a Baku. Le storie di Kamala” (Aracne editore) di Barbara Cassani, si discute nell’incontro “Le strade di Baku raccontano l’Azerbaigian” che si tiene a Trento mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 17,30, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55), organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con il Centro studi sull’Azerbaigian.

Oltre all’autrice Barbara Cassani intervengono l’ambasciatore dell’Azerbaigian Mammad Ahmadzada e Fernando Orlandi.

Barbara Cassani, dopo gli studi classici ha conseguito una laurea in Scienze politiche (indirizzo politico internazionale) presso “Sapienza Università di Roma”. Studiosa di lingua russa è una giornalista pubblicista.

Barbara Cassani, “Un tassista a Baku. Le storie di Kamala” (Aracne editore, 174 pagine, €10,00).

Author: Max

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