Romanità orientale e Italia dall’antichità fino al XX secolo

Conferenza internazionale

Il 17 e 18 giugno 2019, l’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con “Alexandru Ioan Cuza” Università di Iasi, Università di Bucarest – Facoltà di Storia, Dipartimento di Scienze Politiche – Università Roma Tre e Associazione Italiana di Studi dell’Sud-Est  Europeo, organizza la Conferenza Internazionale Romanità orientale e Italia dall’antichità fino al XX secolo. L’evento si svolgerà nella sede dell’Accademia di Romania in Roma, Piazza José de San Martin, 1.

La romanità orientale si è formata dalla fine della Repubblica Romana all’inizio del Principato, quando i contatti già esistenti tra gli abitanti della penisola italica e le popolazioni dei Balcani hanno acquisito forme giuridiche, in particolare trasformando i territori Balcanici in province romane. Nel corso dei secoli, questa romanità ha conservato (a intensità variabile) i legami con le comunità italiche, fonti letterarie, epigrafiche, archeologiche e iconografiche, illustrando queste connessioni in molteplici connotazioni storiche (politiche, militari, economiche, culturali, religiose, ecc.).
I temi della conferenza:

1) La presentazione di significative nuove fonti per lo studio dei rapporti tra la Romanità orientale e l’Italia.

2) L’interpretazione delle fonti storiche sull’argomento.

3) La dinamica delle relazioni tra la romanità orientale e l’Italia nei diversi contesti storici.

4) L’evoluzione dei rapporti tra l’Italia e lo spazio romeno in diverse epoche storiche
La conferenza è articolata in tre sezioni:

1) Antichità

2) Medioevo ed epoca pre-moderna

3) Storia dei secoli XIX-XX.
Organizzatori:

“Alexandru Ioan Cuza” Università di Iasi,

Università di Bucarest, Facoltà di Storia

Accademia di Romania a Roma

In collaborazione con:

Dipartimento di Scienze Politiche, Università Roma Tre

Associazione Italiana di Studi dell’Sud-Est  Europeo
PROGRAMMA
International Conference Eastern Romanity and Italy from antiquity to the 20th century Conferenza internazionale La romanità orientale e l’Italia dall’antichità fino al XX secolo
Programme
Accademia di Romania, Piazza José de San Martin 1, Rome
Monday, June 17th
15.00: Opening address 15.30-16.00: Valentin Victor Bottez (University of Bucharest), A new beginning – the imperial cult and identity-building in the cities of Moesia Inferior 16.00-16.30: Lucrețiu Mihailescu-Bîrliba („Alexandru Ioan Cuza” University of Iași), Personnes d’origine italienne à Oescus (Mésie Inférieure) 16.30-17.00: Coffee break 17.00-17.30: Roxana Gabriela-Curcă („Alexandru Ioan Cuza” University of Iași), Il „latino volgare” nelle iscrizioni della Mesia Inferiore 17.30-18.00: Ioan Carol Opriș (University of Bucharest), Giulio Magni e la capitalizzazione simbolica dell’idea della romanità in progetti architettonici a Bucarest 18.00-18.30: Manuela Dobre (University of Bucharest), I Romeni a sud e a nord del Danubio nelle fonti storiche bizantine del XV secolo
Tuesday, June 18th
9.30-10.00: Antonio Ibba (Università degli Studi di Sassari), Bessi nell’esercito romano in Occidente (I-III secolo) 10.00-10.30: Alessandro Teatini (Università degli Studi di Sassari), Una falsa lucerna africana con iscrizione cristiana dall’Italia alla Dobrugia 10.30-11.00: Marian Coman (University of Bucharest), Romani Imperii Imago and Turcici Imperii Descriptio. Renaissance Cartographies of Past and Present Empires 11.00.-11.30: Coffee break 11.30-12.00: Sorin Grigoruță („A. D. Xenopol” Institute of History Iași), Italian influences on the development of the Romanian medical system (18th-19th centuries) 12.00-12.30: Antonio D’Alessandri (Università degli Studi Roma Tre), L’Altra Italia: Giovenale Vegezzi Ruscalla e il mondo romeno 12.30-13.00: Adrian-Bogdan Ceobanu („Alexandru Ioan Cuza” University of Iași), From Bosie to Bossy.Contribution at the biography of a Romanian Diplomat in Italy 13.00-13.30: Adrian Vițalaru („Alexandru Ioan Cuza” University of Iași), „For the second time in Rome”. Dimitrie I. Gr. Ghica – Plenipotentiary Minister of Romania in Italy (1928-1931) 13.30: Closing remarks

Author: Max

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