LA DIMENSIONE POLITICA DELLA GUERRA IN UCRAINA

L’Assessorato alla cultura del Comune di Ville d’Anaunia, la Biblioteca comunale di Tuenno e il Laboratorio Culturale Noneso, in collaborazione con la Biblioteca Archivio del CSSEO, organizzano a Tuenno/Ville d’Anaunia, mercoledì 15 novembre 2017, alle ore 20,30, nel Teatro Parrocchiale di Tuenno (Via Marconi 19) l’incontro-dibattito “La dimensioni politica della guerra in Ucraina”.

Interviene Massimiliano Di Pasquale. Introduce Maria Teresa Giuriato.

Terzo incontro della quindicesima settimana di studio annuale “A Est dell’Europa. Gli Stati successori all’URSS”.

Le cifre ufficiali di qualche settimana fa parlano di più di 10mila morti. Eppure in Italia la guerra in Ucraina è un conflitto ormai dimenticato, ignorato dalla maggioranza dei media. Quando la questione affiora, talvolta in relazione al tema delle sanzioni nei confronti della Russia, troppo spesso viene trattata in maniera piuttosto approssimativa. A differenza delle principali testate europee ed internazionali pochi sono i giornali italiani che scrivono di invasione russa e non di “guerra civile”.

Questo, ovviamente, non aiuta a comprendere cause e conseguenze di un conflitto che, dalla primavera del 2014, infiamma la regione orientale del Donbas mietendo vittime tra militari e civili.

Non è facile spiegare la guerra in Ucraina, perché la percezione stessa dell’Ucraina è piuttosto vaga. Fino alla Rivoluzione arancione del 2004, l’Ucraina, che aveva conseguito la sua indipendenza nel 1991, risulta pressoché assente nei mezzi di informazione. Nelle poche occasioni in cui se ne parla, l’Ucraina è spesso caricaturalmente presentata come una sorta di appendice della Russia, non come uno stato libero di scegliere il proprio destino.

È nel novembre 2004, con le proteste di piazza, passate alla storia come Rivoluzione Arancione, che si focalizza l’attenzione su quel paese. E poi dieci anni dopo, con Euromaidan.

È proprio da Euromaidan che occorre partire per comprendere l’attuale conflitto.

Quella scoppiata in Ucraina quattro anni or sono, in seguito alle dimostrazioni di piazza del 21 novembre 2013 a Kyiv, sarà ricordata come la più grave crisi nell’area ex sovietica dal crollo dell’URSS. Euromaidan, la rivolta popolare che sgretola il regime cleptocratico del presidente Viktor Yanukovych, testimonia la volontà di un popolo di lasciarsi alle spalle l’epoca post-sovietica e il desiderio di aprire una nuova fase, quella della rigenerazione morale.

Questo ambizioso tentativo deve però fare i conti con l’ostilità di Mosca che cerca di fermare a ogni costo un progetto che, se vittorioso, metterebbe in serio pericolo il modello autocratico putiniano. Infatti, cinque giorni dopo la fuga di Yanukovych avvenuta il 22 febbraio 2014, Vladimir Putin invia il primo contingente militare in Crimea, annettendo de facto, il 16 marzo, la penisola ucraina alla Federazione Russa attraverso un ‘referendum’, imposto con uso della forza, brogli, intimidazioni e soprattutto violando il “Memorandum di Budapest” del 1994.

Con quell’accordo, un vero e proprio trattato internazionale, depositato alle Nazioni Unite, firmato il 5 dicembre 1994 nella capitale ungherese, l’Ucraina cedeva il suo arsenale nucleare dietro garanzia della tutela della sua sovranità e sicurezza da parte di Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti.

La timida risposta dell’Unione Europea e degli Stati Uniti all’annessione della Crimea è consistita nell’imposizione di sanzioni economiche nei confronti di Mosca che, seppure efficaci nel medio periodo, non riducono a più miti consigli la postura aggressiva del Cremlino.

Dopo l’invasione della Crimea Putin invia militari e truppe di irregolari (mercenari russi, kadirovtsy, cetnici serbi e cosacchi del Don) a supporto delle forze separatiste del Donbas aprendo di fatto un fronte di guerra nel profondo Est dell’Ucraina.

Di una guerra in corso ancora oggi.

Questi eventi sono al centro dell’incontro-dibattito “La dimensione politica della guerra in Ucraina”, che si terrà mercoledì 15 novembre alle 20,30 al Teatro Parrocchiale di Tuenno (Via Marconi 19).

Interviene Massimiliano Di Pasquale. Introduce Maria Teresa Giuriato.

L’incontro-dibattito è il terzo della Quindicesima settimana di studi (13 al 18 novembre) “A Est dell’Europa. Gli Stati successori all’URSS”, l’incontro annuale organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Ville d’Anaunia, dalla Biblioteca comunale e Laboratorio Culturale Noneso.

Massimiliano Di Pasquale, fotogiornalista e saggista, è membro dell’AISU (Associazione Italiana di Studi Ucraini) e del BBS (Sezione di Studi Baltici dell’Università di Milano) e scrive di politica internazionale e cultura per diversi quotidiani e riviste nazionali. Nel 2012 ha pubblicato per l’editore Il Sirente il saggio “Ucraina terra di confine. Viaggi nell’Europa sconosciuta”.

 

Author: Max

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